Fotografia

Il Decalogo del Fotografo Naturalista

Fare fotografia naturalistica, che lo si faccia per passione o lavoro, richiede molta pazienza e volontà. Ma le qualità di un buon fotografo e dei suoi scatti,si estendono anche all’etica e alle buone pratiche che devono essere seguite quando si fotografa in natura. Per questo motivoproponiamo alcune semplici regole che contribuiranno al rispetto della flora e della fauna.

phoca_thumb_i_cincia col ciuffoPrima di accedere ad un’area naturalistica o protetta è sempre consigliabile documentarsi sulle norme che ne regolano la fruizione al pubblico. Richiediamo copia del regolamento all’enteche gestisce l’area.

Avviciniamoci alla natura limitando l’impatto ambientale .Evitiamo di muoverci in gruppi numerosi (due o tre persone al massimo): saremo meno visibilie arrecheremo meno disturbo ai soggetti che vogliamo fotografare.

In quasi tutte le aree protette è vietato installare capanni mobili o strutture per nascondere la nostra presenza. Se intendiamo utilizzare  tali dispositivi informiamoci presso l’ente che gestisce l’area naturale.

Se notiamo un altro fotografo impegnato in riprese sul campo evitiamo di avvicinarci a lui :la nostra presenza nella zona potrebbe vanificare ore di attesa e di appostamento.

Non avviciniamoci troppo ai soggetti che desideriamo riprendere: ogni animale ha una sua distanza di sicurezza che gli garantisce una certa tranquillità. Se notiamo che l’animale interrompe la sua attività (alimentazione, riposo,caccia, ecc.) fermiamoci e facciamo qualche passo indietro: ci siamo avvicinati troppo.

Osserviamo e riprendiamo gli animali nello svolgimento delle loro attività quotidiane, senza disturbarli. Evitiamo di provocare deliberatamente rumori o azioni atti a condizionare movimenti e spostamenti degli stessi.

Ricordiamoci che le immagini dinamiche più belle si ottengono solo con un comportamento naturale degli animali.

Fotografiamo gli animali con gli obiettivi più appropriati per non disturbarli. E’ meglio utilizzare un teleobiettivo piuttosto che stressare continuamente un soggetto solo per riprenderlo con un grandangolo.

Documentiamoci sui cicli vitalidei soggetti che intendiamo fotografare: eviteremo così di disturbarli nei momenti più delicati per loro e, conoscendone le abitudini ed il comportamento, potremo ottenere immagini migliori e più naturali.

Se incontriamo un animale con i propri piccoli evitiamo di interporci tra il genitore ed i suoi cuccioli: la reazione dei genitori potrebbe essere molto dannosa per i cuccioli stessi e per noi.

Non alimentiamo gli animali per avvicinarli: questa pratica provoca serissimi danni agli animali stessi, che diventano addomesticati, modificandone gli istinti naturali.

Inoltre alimentare un soggetto affamato potrebbe causare danni e lesioni anche per l’uomo.

Le tane, i nidi e le zone dove vengono tenuti e allevati i piccoli, qualora individuati, devono essere osservati a distanza. Avvicinarsi a questi siti potrebbe causare l’allontanamento dei genitori e, in alcuni casi, addirittura l’abbandono dei cuccioli.

Nel periodo della riproduzione e della nidificazione evitiamo di interferire con la nostra presenza nelle normali attività degli animali.

Evitiamo tassativamente di toccare o prelevare i cuccioli, anche se apparentemente abbandonati, per tentare di salvarli. Quasi sempre i genitori sono nei dintorni e  potrebbero essere intimoriti dalla nostra presenza. 

Alcune  specie, se riconoscono l’odore dell’uomo sui propri cuccioli, li abbandonano a se stessi.

Impariamo a riconoscere i segnali di allarme emessi dagli animali: le reazioni della fauna selvatica non sono prevedibili come quelle degli animalidomestici.

Non rispettare questi segnali, in alcuni casi, può essere pericoloso anche per l’uomo.

Non utilizziamo richiami per attirare la fauna e l’avifauna: se non si conoscono i periodi idonei a questa pratica potremmo fare spendere inutilmente energie vitali agli animali.

Se troviamo un animale ferito o in difficoltà evitiamo di stressarlo oltremodo con la nostra presenza ravvicinata.

Informiamo tempestivamente la sorveglianza del parco o dell’area naturalistica, sarà loro compito occuparsene. Il fatto che un animale non si muova non vuol dire che sia confidente.

Se osserviamo una specie rara, o un soggetto presente accidentalmente nella zona che stiamo frequentando, allontaniamoci e non pubblicizziamo il nostro incontro.

Non inseguiamo il soggetto per riprenderlo, ma limitiamoci a segnalarlo tempestivamente alla sorveglianza dell’area naturalistica.

La fauna e la flora devono  essere fotografate sul posto. Non preleviamo fiori, insetti e piccoli animali per riprenderli in luoghi controllati o soggetti a studio.

Rispettare la natura significa anche dare il buon esempio.

Ricordiamoci sempre che il nostro comportamento  sul campo potrebbe essere preso come esempio da turisti ed escursionisti. ■

Ideato e realizzato da Alessandro Tiraboschi  con la supervisione del dott. Bruno Bassano Responsabile per il Servizio Scientifico e Sanitario del Parco Nazionale del Gran Paradiso. 

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 07 Dicembre 2011 00:09)

 

Rollei 35 gioiello di tecnologia

ROLLEI 35
La lunga tradizione che lega in maniera esclusiva il nome Rollei alle reflex biottica di formato quadrato 6x6cm viene messa in crisi nel 1963 con la presentazione di una fotocamera tascabile di formato 12x17mm con caricatori per pellicola da 16mm. Le piccole Rollei 16 vengono costruite per un periodo di quasi dieci anni ed in quasi quarantottomila esemplari anticipando la nuova politica aziendale basata sulla differenziazione della produzione. Alla Photokina del 1966 viene infatti presentata una nuova fotocamera firmata con il nome Rollei, che conferma la linea della diversificazione produttiva. Al contrario delle Rolleiflex la nuova fotocamera battezzata con il nome Rollei 35 impiega i caricatori standard da 35mm per immagini di formato 24x36mm, non è una biottica e non utilizza un mirino reflex, ma neppure il telemetro. La fotocamera Rollei 35 utilizza un semplice mirino galileiano, è particolarmente piccola e compatta, viene firmata dal progettista tedesco Heinz Waaske e rappresenta una vera e propria novità nel mondo fotografico della metà degli anni Sessanta.


LA PICCOLA GRANDE ROLLEI 35
Caratterizzata da una sagoma rettangolare appena addolcita agli angoli, lunga meno di dieci centimetri, alta sei centimetri e massiccia poco più di tre centimetri, pesante meno di 400 grammi, la Rollei 35 diventa subito un modello da imitare. La piccola Rollei 35 viene equipaggiata con un obiettivo Zeiss Tessar 40mm f/3.5 a quattro lenti, con un otturatore a lamelle Compur con velocità da mezzo secondo a un cinquecentesimo di secondo oltre alla posa B e con un esposimetro Gossen con la fotocellula al CdS posta sul frontale della fotocamera. Esteticamente la Rollei 35 si caratterizza per l'obiettivo in montatura rientrante, per il mirino ottico decentrato completamente verso sinistra e per la presenza sul frontale di due grossi dischi posti in posizione simmetrica, quello di sinistra per la selezione della velocità di otturazione e per la memorizzazione del tipo di film impiegato, e quello di destra per l'impostazione del valore del diaframma e della sensibilità del film. La scala metrica per la messa a fuoco è incisa sull'anello frontale dell'obiettivo. Sul tettuccio piatto e sgombro dai comandi tradizionali sono presenti solamente la leva di carica rapida ed il pulsante di scatto, oltre alla finestrella con l'aghetto del galvanometro. 
La staffa del flash con il contatto diretto, il contapose automatico ed il manettino di ribobinamento sono invece posti sul fondello. Fra la staffa del flash ed il disco del contapose è presente il bottone per lo sblocco del dorso e del fondello, che vengono completamente asportati per il caricamento della pellicola nella fotocamera. Il caricatore standard da 35mm viene montato capovolto nell'alloggio posto a destra, esattamente al contrario di quanto avviene sulle Leica e sulla maggior parte delle fotocamere 35mm. La scala delle sensibilità va da 25 a 1600 ASA e l'obiettivo che chiude fino a f/22 mette a fuoco a partire da 90cm. La scritta Rollei 35 viene incisa sul frontale. I primi duecento esemplari di Rollei 35, di cui centoventi con finiture cromate ed ottanta con finiture nere, vengono realizzati a livello di preserie o serie Zero fra il settembre del 1965 ed il febbraio del 1966, mentre la produzione di serie destinata ai mercati inizia nel novembre del 1966. I primi ottomila esemplari costruiti riportano sul dorso l'incisione “Made in Germany by Rollei – Compur – Gossen – Zeiss” mentre gli esemplari successivi portano la semplice incisione “Made in Germany by Rollei”. Fra il novembre del 1966 e la fine del 1971 vengono costruiti circa 312.000 esemplari di Rollei 35 con finiture cromate o nere. Nel giugno del 1971 la produzione delle Rollei 35 viene delocalizzata a Singapore dove ne vengono costruiti fino all'agosto del 1974 circa 185.000 esemplari con finiture cromate o nere. Accanto alla produzione di queste fotocamere, ancora a Singapore, fra il luglio del 1972 e l'aprile del 1973 vengono costruiti circa 30.000 esemplari di Rollei 35 equipaggiate con un obiettivo Schneider Xenar 40mm f/3.5. A partire dall'aprile del 1973 gli obiettivi Tessar 40mm f/3.5 che equipaggiano le Rollei 35 non vengono più firmati con il nome Carl Zeiss Tessar ma con il nome Tessar Made by Rollei. Le fotocamere costruite a Singapore si diversificano dalle Rollei 35 costruite in Germania per alcuni particolari, come un otturatore Copal e la finestrella del mirino più ampia. Sul dorso delle fotocamere costruite in Asia viene incisa la scritta “Made by Rollei – Singapore”. Personalmente uso la Rollei 35 ( la mia e' del 1967) per la fotografia a pellicola in bianco e nero. La meccanica e l'ottica Carl Zeiss Tessar 40mm sono eccezionali nonostante i suoi 43 anni di attivita' 

Ultimo aggiornamento (Giovedì 10 Marzo 2011 20:53)

 

La regola del 16

LA REGOLA DEL 16:

E', questa, una regola piuttosto nota in passato, soprattutto quando non erano molto diffusi gli apparecchi dotati di esposimetro ed i pochi esposimetri separati esistenti erano appannaggio dei professionisti. La regola del 16 è nota anche come "esposimetro di carta" dal momento che è quello che si trova stampato all'interno delle confezioni di pellicola, anche se questa consuetudine va scomparendo vista la generale affermazione degli apparecchi ad esposizione automatica. L'uso della regola del 16 consente di stabilire un tempo di esposizione che sia simile alla cifra indicata per stabilire la sensibilità ISO/ASA della pellicola e di metterlo in relazione col diaframma f/ 16. Questa regola è ovviamente utile solo con le fotocamere ad otturatore meccanico o quantomeno di tipo ibrido elettro - meccanico (Canon EF, Canon F1 New, Pentax LX o, meglio ancora, Nikon FM-3A). Ecco, di seguito, uno schema pratico:

• PELLICOLA DA 25 ISO:

o SOLE BRILLANTE - CIELO SERENO:

1/30" ad f/ 16; 1/60" ad f/ 11; 1/125" ad f/ 8; 1/250" ad f/ 5,6; 1/500" ad f/ 4; 1/1000 ad f/ 2,8; 1/2000 ad f/ 1,4.

o SOLE COPERTO DA UNA NUVOLA:

1/15" ad f/ 16; 1/30" ad f/ 11; 1/60" ad f/ 8; 1/125" ad f/ 5,6; 1/250" ad f/ 4; 1/500" ad f/ 2,8; 1/1000 ad f/ 1,4.

o CIELO COPERTO - NUVOLE CHIARE:

1/8" ad f/ 16; 1/15" ad f/ 11; 1/30" ad f/ 8; 1/60" ad f/ 5,6; 1/125" ad f/ 4; 1/250" ad f/ 2,8; 1/500 ad f/ 1,4.

o CIELO COPERTO - NUVOLE SCURE DA PIOGGIA:

1/4" ad f/ 16; 1/8" ad f/ 11; 1/15" ad f/ 8; 1/30" ad f/ 5,6; 1/60" ad f/ 4; 1/125" ad f/ 2,8; 1/250 ad f/ 1,4.

• PELLICOLA DA 50 ISO:

o SOLE BRILLANTE - CIELO SERENO:

1/60" ad f/ 16; 1/125" ad f/ 11; 1/250" ad f/ 8; 1/500" ad f/ 5,6; 1/1000" ad f/ 4; 1/2000 ad f/ 2,8; 1/4000 ad f/ 1,4.

o SOLE COPERTO DA UNA NUVOLA:

1/30" ad f/ 16; 1/60" ad f/ 11; 1/125" ad f/ 8; 1/250" ad f/ 5,6; 1/500" ad f/ 4; 1/1000" ad f/ 2,8; 1/2000 ad f/ 1,4.

o CIELO COPERTO - NUVOLE CHIARE:

1/15" ad f/ 16; 1/30" ad f/ 11; 1/60" ad f/ 8; 1/125" ad f/ 5,6; 1/250" ad f/ 4; 1/500" ad f/ 2,8; 1/1000 ad f/ 1,4.

o CIELO COPERTO - NUVOLE SCURE DA PIOGGIA:

1/8" ad f/ 16; 1/15" ad f/ 11; 1/30" ad f/ 8; 1/60" ad f/ 5,6; 1/125" ad f/ 4; 1/250" ad f/ 2,8; 1/500 ad f/ 1,4.

• PELLICOLA DA 100/125 ISO:

o SOLE BRILLANTE - CIELO SERENO:

1/125" ad f/ 16; 1/250" ad f/ 11; 1/500" ad f/ 8; 1/1000" ad f/ 5,6; 1/2000 ad f/ 4; 1/4000 ad f/ 2,8; 1/8000 ad f/ 1,4.

o SOLE COPERTO DA UNA NUVOLA:

1/60" ad f/ 16; 1/125" ad f/ 11; 1/250" ad f/ 8; 1/500" ad f/ 5,6; 1/1000 ad f/ 4; 1/2000 ad f/ 2,8; 1/4000 ad f/ 1,4.

o CIELO COPERTO - NUVOLE CHIARE:

1/30" ad f/ 16; 1/60" ad f/ 11; 1/125" ad f/ 8; 1/250" ad f/ 5,6; 1/500" ad f/ 4; 1/1000 ad f/ 2,8; 1/4000 ad f/ 1,4.

o CIELO COPERTO - NUVOLE SCURE DA PIOGGIA:

1/15" ad f/ 16; 1/30" ad f/ 11; 1/60" ad f/ 8; 1/125" ad f/ 5,6; 1/250" ad f/ 4; 1/500 ad f/ 2,8; 1/1000 ad f/ 1,4.

N.B.: Con macchine dotate della vecchia scala dei tempi si può utilizzare il tempo di posa di 1/100" (con una pellicola da 100 iso).

• PELLICOLA DA 400 ISO:

o SOLE BRILLANTE - CIELO SERENO:

1/500" ad f/ 16; 1/1000" ad f/ 11; 1/2000" ad f/ 8; 1/4000" ad f/ 5,6; 1/8000 ad f/ 4.

o CIELO COPERTO DA UNA NUVOLA:

1/250" ad f/ 16; 1/500" ad f/ 11; 1/1000" ad f/ 8; 1/2000" ad f/ 5,6; 1/4000 ad f/ 4; 1/8000 ad f/ 2,8.

o CIELO COPERTO - NUVOLE CHIARE:

1/125" ad f/ 16; 1/250" ad f/ 11; 1/500" ad f/ 8; 1/1000" ad f/ 5,6; 1/2000" ad f/ 4; 1/4000 ad f/ 2,8; 1/8000 ad f/ 1,4.

o CIELO COPERTO - NUVOLE SCURE DA PIOGGIA:

1/60" ad f/ 16; 1/125" ad f/ 11; 1/250" ad f/ 8; 1/500" ad f/ 5,6; 1/1000" ad f/ 4; 1/2000 ad f/ 2,8; 1/4000 ad f/ 1,4;

• PELLICOLA DA 800/1000 ISO:

o SOLE BRILLANTE - CIELO SERENO:

1/1000" ad f/ 16; 1/2000" ad f/ 11; 1/4000" ad f/ 8; 1/8000" ad f/ 5,6.

o SOLE COPERTO DA UNA NUVOLA:

1/500" ad f/ 16; 1/1000" ad f/ 11; 1/2000" ad f/ 8; 1/4000" ad f/ 5,6; 1/8000 ad f/ 4.

o CIELO COPERTO - NUVOLE CHIARE:

1/250" ad f/ 16; 1/500" ad f/ 11; 1/1000" ad f/ 8; 1/2000" ad f/ 5,6; 1/4000" ad f/ 4; 1/8000 ad f/ 2,8.

o CIELO COPERTO - NUVOLE SCURE DA PIOGGIA:

1/125" ad f/ 16; 1/250" ad f/ 11; 1/500" ad f/ 8; 1/1000" ad f/ 5,6; 1/2000" ad f/ 4; 1/4000 ad f/ 2,8; 1/8000 ad f/ 1,4.

• PELLICOLA DA 1600 ISO:

o SOLE BRILLANTE - CIELO SERENO:

1/2000" ad f/ 16; 1/4000" ad f/ 11; 1/8000" ad f/ 8.

o SOLE COPERTO DA UNA NUVOLA:

1/1000" ad f/ 16; 1/2000" ad f/ 11; 1/4000" ad f/ 8; 1/8000" ad f/ 5,6.

o CIELO COPERTO - NUVOLE CHIARE:

1/500" ad f/ 16; 1/1000" ad f/ 11; 1/2000" ad f/ 8; 1/4000" ad f/ 5,6; 1/8000" ad f/ 4.

o CIELO COPERTO - NUVOLE SCURE DA PIOGGIA:

1/250" ad f/ 16; 1/500" ad f/ 11; 1/1000" ad f/ 8; 1/2000" ad f/ 5,6; 1/4000" ad f/ 4; 1/8000 ad f/ 2,8.

 

COME TARARE L'ESPOSIMETRO ADOPERANDO LA REGOLA DEL 16:

In una giornata soleggiata, nelle ore centrali del mattino, si deve individuare un soggetto che corrisponda al grigio medio 18%. Un bel prato verde purché con erba fresca (non in controluce), un tronco d'albero asciutto, un cielo sereno che sia di un bell'azzurro carico, un tratto d’asfalto oppure il famigerato cartoncino grigio al 18%, per avere la massima sicurezza. Si deve montare sulla macchina un obiettivo normale o medio tele focheggiato sull'infinito. Quindi, se si adopera una pellicola da 100 ISO, si deve impostare in manuale la ghiera dei tempi su di 1/125" e quella dei diaframmi su f/ 16. Se l'indicatore della corretta esposizione indica la coppia esposimetrica di 1/125" ad f/ 16 allora vuol dire che la sensibilità alla quale esporre la pellicola in uso è appunto di 100 ISO. In caso contrario, per avere la corretta taratura occorrerà agire sulla ghiera della sensibilità ISO fino a quando l'indicatore della corretta esposizione mostri la coppia tempo - diaframma suddetta. Quindi, si leggerà la sensibilità impostata sull'apposita ghiera e quella sarà la sensibilità a cui esporre l'intero rullino. Questa è un'operazione da fare ogni qualvolta si usa un nuovo caricatore di diversa sensibilità. Tale sistema, che era adoperato sistematicamente dal grande fotografo naturalista americano John Shaw quando usava la pellicola, permette i migliori risultati ed è pratico anche in macrofotografia.

 

Stefano

Ultimo aggiornamento (Giovedì 10 Marzo 2011 20:53)

 

Traduzione:

Blog di Traccesottili