Viaggi e natura

Il Merlo Acquaiolo (Cinclus cinclus)

Merlo Acquaiolo: Sequenza di caccia! Questo splendido passeriforme velocissimo e non di facile visione  vola rado sull'acqua e popola i torrenti alpini sino ai 2200-2300 mt di quata E' Abilissimo in acqua si ciba tuffandosi e nuotando anche controcorrente La sua presenza e' sinonimo di ottima qualita' ambientale in quanto si nutre di organismi invertebrati che vivono esclusivamente in acque cristalline prive di agenti inquinanti.

 Sequenza di caccia Photo Spot: Dora di Valsavaranche

Ultimo aggiornamento (Martedì 11 Ottobre 2011 23:48)

 

Andamento lento: Alla scoperta di luoghi vicini

 

Andamento lento: Alla scoperta di luoghi vicini

Chi ama la natura e’ uno spirito libero, non puo’ rimanere seduto o quieto per lungo tempo, uffici , stanze, creano un senso di chiusura, lo spazio aperto e’ vitale . Rinuncie, moderazione, gestione subordinata del tempo non sono contemplate. Il bisogno di stare all’aria aperta e’ preponderante. E’ necessario il contatto con la natura, mare montagna, non fa differenza.

Shock! : Orde di sciatori , snowboarders, arrampicatori, muniti di zaini con air bag e materiale tecnico di ultima generazione, assaltano le montagne durante i weekend e le vacanze. Nel nome del turismo si riempiono di chiodi le pareti delle montagne per assicurare i “freeclimbers” piu’ o meno esperti, nascono nuove piste, si spianano pendii per renderli piu’ appetibili allo sciatore, impianti crescono come funghi.Jeep cariche di turisti facoltosi salgono ai rifugi diventati hotel a 5 stelle dotati di ogni comodita’. Lo sci alpinismo untempo sport per i veri amanti della montagna, sta diventando un confrontarsi su tempi di salita e leggerezza dei materiali. Sci e scarponi hanno prezzi da capogiro,piu’ sono leggeri e piu’ costano. Tutine da ballerino dai mille colori sfrecciano in salita su pendii immacolati , il panorama, la natura non contano. E’ il tempo, quello del cronometro che la fa da padrone. Dentro gli zaini non piu’ il mitico pane e salame con lattina di birra ma immangiabili barrette energetiche e bevande dal sapore alieno. Il motto e’: bisogna pesar poco, andare veloci. Velocita sulle piste, velocita’ degli impianti di risalita, velocita’ di chisale con gli sci ai piedi. Ci mancava la prova di velocita’ sulle alte vie…..Tutto e’ veloce, tutti corrono, ma dove ?

Stop! rallentare! osservare cosa ci circonda. Le bellezze della natura per vederle bisogna fermarsi, aprire gli occhi. Ascoltare i rumori,a volte siamo osservati ma non lo sappiamo, piccoli animali ci guardano, cercano di capire se possiamo essere un potenziale pericolo. I colori, osservare un prato in fioritura le sfumature dei rossi, le tonalita’ dei gialli, fanno sembrare alcuni terreni prativi dipinti di pittori impressionisti.Non serve andar troppo lontano, basta far poca strada per entrare a contatto diretto con la natura e ammirarne le bellezze.

Ore 5.30 la sveglia suona, uno sguardo al cielo, sembra sereno, il caffe ribolle nella moka con il suo profumo inconfondibile, consumo la prima colazione, mi preparo prendo lo zaino e la mia fedele reflex Nikon. In pochi minuti di macchina mi porto sulle alture del comune di Sarre ,a 1000mt di altitudine, nella zona della pista per moto da trial . Questa zona nei mesi di maggio e giugno, e’ uno spettacolo di colori. Centinaia di farfalle di diverse specieriposano sui fiori, sono in attesa che i primi raggi del sole, asciughino le loro ali. Mi muovo con cautela, scatto e immortalo il nascere del sole e alcune farfalle dai colori vivaci.Dopo pochi minuti, quasi simultaneamente,le farfalle si alzano in volo, macchie di tutti i colori si muovono rapidamente confondendosi con le sfumature dell’alba. Riprendo la macchina, sulla strada che porta a Thouraz poco prima di Loc. Chavalancon vengo abbagliato da fiori di tutti i colori. Colori che vanno dal rosa al violetto, dall’azzurro al giallo. Il prato sembra un ribollire di fuochi d’artificio, non posso fare a meno di scattare qualche foto. Assorbito dai colori e dagli scatti mi dimentico del tempo che passa. Ritornato alla macchina salgo sino al villaggio di Thouraz. Il villaggio di Thouraz situato a 1652, e’ un agglomerato di vecchie baite,alcune sono state ristrutturate altre sono ruderi abbandonati. Nel vecchio villaggio vi e’ una chiesetta da dove e’ possibile godere di un incantevole panorama sulla valle d’Aosta e sulla parete nord della Grivola.Mi dirigo sul sentiero 7B che porta a Pointe de Metz a 2553mt. Mi muovo delicatamente, cerco di non far rumore, cammino, mi fermo, osservo. Nel bosco faccio diversi incontri, volpi, caprioli e cinghiali che piu’ veloci di me non mi danno l’opportunita’ di farsi fotografare, dopo alcuni minuti sono fuori dal bosco. Guardo, rallento, prendo coscienza del paesaggio. Sono sulla cresta che porta a Pointe de Metz e Pointe de Chaligne il panorama e di quelli mozzafiato dedico qualche scatto alle montagne circostanti. Passo Pointe de Metz e in prossimita’ del colle vedo dei camosci al pascolo. Proseguo sulla cresta inebriato dall’aria frizzante del mattino, sento il tipico fischio delle marmotte mi fermo; con il teleobiettivo riesco ad immortalarne alcune con i cuccioli al seguito, la scena e’ di quelle che valgono la camminata fatta. Finalmente Point de Chaligne 2608 mt il panorama e’ grandioso passo un po’ di tempo sulla cima, gli scatti panoramici a 360 gradi partono a raffica . Ritorno per il sentiero 7B e al colle de Metz svolto a dx sul sentiero 8F che porta alla Madonna delle nevi e’ l’ora di pranzo e della siesta. Riflessioni: Sino ad ora non ho trovato una persona sui sentieri. Fortunatamente o sfortunatamente la zona e’ poco battuta e conosciuta dal turismo di massa. I paesaggi sono meravigliosi la possibilita’ di incontrare animali selvatici e’ alta. Questi posti a pochi minuti da casa non hanno nulla da invidiare a valli piu’ rinnomate. Riprendo il mio vagare tra ruscelli e marmotte, tramite il sentiero 8F raggiungo il lago Fallere. Il lago ha lo stesso colore del cielo; alcuni salmerini saltano fuori dall’acqua dando vita a cerchi concentrici che si disperdono. Mi piacerebbe continuare verso il mt Fallere ,ormai e’ pomeriggio inoltrato non sarebbe saggio, sento la mancanza di un punto d’appoggio. Un rifugio vecchia maniera, ben gestito a basso impatto,ecocompatibile, integrato nell’ambiente circostante( amministratori prendete nota grazie!)dove bivaccare, mangiare e bere in compagnia di camminatori erranti, appassionati di natura e amanti della montagna. E’ tardi scendo verso la macchina tagliando nei prati che costeggiano la strada poderale che porta agli alpeggi, (non sono un fans delle poderali segnano l’ambiente in modo indelebile ). Mi dicevano che la natura e’ sempre generosa con chi la rispetta. Punto il mio sguardo sulle alture sopra l’alpeggio di Moron e con sorpresa scorgo due aquile,si tratta di due bianconi( l’aquila caccia serpenti)in perlustrazione, mi accompagnano per pochi metri, poi decidono che non sono appetibile. Riesco comunque a fotografarle terminando la giornata nel migliore dei modi. E’ stato un gran giorno stanco ma soddisfatto mi siedo in macchina, direzione Sarre.Mentre scendo i pochi tornanti che mi separano da casa, ho il tempo per fare qualche riflessione . La zona montuosa sopra Sarre pur non essendo parco o riserva, e’ un ampio ecosistema ancora relativamente intatto e protetto. Molte specie vegetali e animali minacciatehanno trovato riparo in questa zona poco battuta dal turismo di massa. Sta a noi proteggerlo e rispettarlo per cio’ che rappresenta, una riserva naturale di quiete, ma soppratutto un luogo libero dove dedicare tempo alla cura dello spirito.

Stefano Graziano

Ultimo aggiornamento (Martedì 11 Ottobre 2011 23:58)

 

Traduzione:

Blog di Traccesottili